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Mappa di Comunità, Niguarda, il fronte

Oltre un anno di lavoro fra tavoli di partecipazione, elaborazione e progettazione della mappa, raccolta del materiale
e stampa, ma, da ieri, abbiamo messo in circolazione 5000 copie della prima Mappa di Comunità dell’area urbana milanese: la Mappa di Comunità di Niguarda.

Mappa di Comunità, Niguarda, il retro

Un progetto coordinato dalle antropologhe di Tramemetropolitane nel quale il nostro compito principale
è stato quello di mediazione culturale realativa alla rappresentazione del territorio
e alla costruzione di partecipazione per la mappatura condivisa dello spazio urbano.


Schemi iniziali per il map design

Il progetto della Mappa di Comunità ha voluto tentare di
uscire da una tradizione passatista e naïf tipica delle parish maps.
Abbiamo utilizzato codici cartografici contemoranei, stratificando le informazioni e semplificando il senso e le relazioni grafiche e logiche.

La mappa rimane uno strumento aperto, incrementale, in costante modifica, e tende a tracciare elementi socialmente rilevanti, memorie, vissuti, per favorire una rilettura dello spazio da parte del fruitore.

La mappa delimita aree su cui far sedimentare nuove forme di conoscenza locale, favorendo la connessione fra memoria e spazio.

La mappa stessa spiega le sue ragioni:

“Non è una carta geografica o un catalogo di monumenti, bensì un mezzo che aiuta una comunità a percepire con più
chiarezza i contorni del proprio patrimonio storico e culturale. In quanto narrazione corale la Mappa di Comunità
contribuisce al processo di ricostruzione di storie collettive, con l’obiettivo di conservare la memoria per comprendere
il presente e immaginarci il futuro.”

Mappaura partecipativa con strumenti GPS

Ci siamo immaginati il futuro anche attraverso nuove tecniche di mappatura
partecipativa, utilizzando  GPS, cartografie libere basate sul web, come Open Street Map e GIS che possano facilitare lo scambio e la stratificazione dei dati
territoriali.

Il passo successivo riguarda ora l’estensione del processo di mappatura a tutta
l’area dell’ecomuseo e lo sviluppo di strumenti innovativi con cui raggiungere ampie fasce della popolazione in grado di arricchire il percorso.

Openstreemap è il più sviluppato progetto di mappatura dal basso, basata sul web, con l’obiettivo di creare una mappa planetaria libera, incrementale, in continua evoluzione.
I mappatori volontari italiani hanno già provveduto a ‘disegnare’ con grande accuratezza il reticolo stradale,
i punti di interesse, la struttura urbana della cittè di Milano.

Mappare non solo il visibile, ma l’invisibile, le tracce del passato e gli elementi della rete sociale,
i luoghi di aggregazione, del lavoro, dell’identità locale: questo il tentativo di collaborazine fra il nascente
Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM), Open street map, Associazione Tramemetropolitane e il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano.

Primo esperimento Domenica 17 maggio 2009, dalle 15 alle 19, a partire dal Centro Servizi Ghiglione via Val di Ledro 23, a Niguarda: proveremo ad utilizzare le tecniche di mappatura partecipata, con l’utilizzo dei GPS, per costellare la mappa degli elementi strettamente legati all’ecomuseo: le memorie della città industriale, del mondo agricolo, della cooperazione, della scuola, del tempo libero, e le diverse coniugazioni dell’idea di paesaggio che i cittadini esprimono parlando di Niguarda.

L’incotro preparatorio alla campagna di mappatura, aperto a tutti i cittadini, si terrà Martedi 12 maggio 2009
presso Sala consiliare di quartiere  via Ornato 7.


- fonte www.subk.net -

La Providence Initiative for Psychogeographic Studies (PIPS) – US- organizza un evento annuale di due giorni, Provflux, interamente dedicato a far interagire artisti, popolazione e città nell’uso, nell’elaborazione e nella ridefinizione dello spazio urbano vissuto.

Lori Ann Napoleon ha partecipato invitando i presenti a condividere una mappa disegnata al momento, con i risultati più diversi, e la possibilità di comparare diversi approcci diretti alla rielaborazione della relazione selettiva con il proprio ambiente urbano.

Alcuni esempi:

-a journey: house, friends, RISD, provtown-

-how to get to the mill, in pink-

-h.p.lovecraft’s phantom footprints-

I mapsproject di subk.net

foto di Andrea Giacomelli

L’anno accademico si è “chiuso” il 2 luglio con il seminario dedicato alla presentazione
del progetto di mappatura partecipata della città di Milano a cura di Open Street Map Italia e GFOSS Italia.

Gli interventi della giornata:

  • Il silenzio della mappa. Ridisegnare identità urbane condivise – Daniele Villa – DiAP, Politecnico di Milano
  • Perché siamo qui ? (Andrea Giacomelli – Associazione Italiana per l’informazione geografica libera – GFOSS.it)
  • La cartografia vista dal basso (Edoardo Marascalchi – OpenStreetMap Foundation)

Fondamentale il contributo di Radio Popolare Milano e della trasmissione Mentelocale
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Edited by

Daniele Villa

Politecnico di Milano

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daniele.villa[at]polimi.it
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